News

I principali farmaci da conservare in frigo

I principali farmaci da conservare in frigo

25 Settembre 2018

Chi fa uso di medicinali, almeno una volta nella vita, si è posto questa domanda. Dove vanno conservati?

Che sia per la cura di un semplice raffreddore o per il trattamento di patologie più gravi, ogni farmaco ha la sua formulazione e, quindi, delle modalità di conservazione ben precise.

Per alcuni medicinali, sarà sufficiente riporli in ambienti lontani dalla luce o da fonti di calore dirette, per altri, invece, è necessario seguire qualche accorgimento in più, per esempio, mettendoli in frigorifero.

Importante, in ogni caso, è leggere bene il foglietto illustrativo e le indicazioni riportate sulla confezione.

Farmaci in frigorifero: come e quali

Ma vediamo insieme quali sono i farmaci che devono essere conservati in frigo per non perdere la loro efficacia e non danneggiare il nostro organismo.

I più comuni sono:

  • l'insulina;
  • alcuni colliri;
  • i vaccini iniettabili;
  • gli interferoni;
  • l'eritropoietina;
  • l'ormone della crescita.

Riporli in frigorifero, però, non è sufficiente a garantirgli un corretto stato di conservazione. Per farlo è necessario seguire qualche piccola regola aggiuntiva:

  • teneteli separati dagli alimenti, meglio se in un apposito contenitore;
  • non congelateli;
  • trasportateli utilizzando sempre delle borse termiche con ghiaccio sintetico;
  • evitate gli sbalzi di temperatura.

Nel caso in cui dovessero esserci guasti al frigorifero o un interruzione prolungata dell'energia elettrica è importante consultare il personale medico specializzato ed evitare iniziative personali come gettare il medicinale o utilizzarlo ugualmente. Il vostro farmacista di fiducia sarà in grado di fornirvi tutte le informazioni necessarie sulle caratteristiche dei vari prodotti e la loro possibilità di impiego.

Torna il caldo: affrontiamolo con gli integratori

Torna il caldo: affrontiamolo con gli integratori

15 Settembre 2018

L’estate sembra voler rifare capolino: dopo un periodo di pioggia e di instabilità, il caldo è tornato prepotente e le temperature sono di nuovo ai loro massimi.

Un vantaggio per chi è ancora in vacanza, un freno a mano per chi è tornato alla vita di tutti i giorni.

Con il caldo, infatti, ritornano anche la stanchezza, la spossatezza e l’astenia.

Come combatterle? Scegliendo gli integratori più efficaci per un effetto urto, immediato e intenso.

Scopriamo quali!

Integratori naturali: una bomba contro la spossatezza

Che siano sotto forma di compresse, decotti o estratti, sono molte le piante capaci di darci quel boost di energia di cui abbiamo bisogno quando il termometro inizia a salire e il sudore imperla la fronte.

Come il Guaranà che ha un effetto stimolante e rigenerante, ed è molto utile per mantenere un’elevata concentrazione e rispondere in modo più lucido agli stimoli esterni. O come il Ginseng che aiuta il corpo ad adattarsi allo stress causato dallo sbalzo termico e rende l’organismo molto più resistente e forte.

Oppure la Pappa Reale che, grazie al suo apporto nutriente, rende tonici ed energici corpo e mente, combattendo la stanchezza e l’astenia.

Accanto agli integratori più conosciuti, non mancano anche gli ingredienti meno popolari ma molto efficaci: come la Muira Puama, anche chiamata “albero della potenza” che, oltre a favorire la lucidità mentale, mantiene reattivo l’organismo e contrasta spossatezza e inappetenza.

Insomma: il ritorno del caldo può essere affrontato con i giusti integratori, per non perdere energia e rimanere vitali e sprint.

Chiedi consiglio al tuo farmacista e trova il prodotto più adatto a te!

L´aspirina previene il tumore allo stomaco? La scienza indaga

L´aspirina previene il tumore allo stomaco? La scienza indaga

13 Settembre 2018

Che l'aspirina abbia benefici maggiori rispetto a quelli riportati sul foglietto illustrativo è ormai noto. Questo medicinale, infatti, agisce anche sull'aumento delle possibilità di gravidanza, aiuta a prevenire il tumore alla prostata e ha effetti positivi su malattie degenerative come l’Alzheimer.

Ma non è tutto. Da un recente studio si è dimostrato come, l’utilizzo del farmaco sul lungo periodo, sia in grado di diminuire il rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco. La ricerca è stata condotta su un campione di 600 mila persone. I pazienti a cui è stata somministrata l'aspirina per lunghi periodi (mesi o anni) hanno avuto un tasso di incidenza tumorale inferiore rispetto a coloro che non hanno assunto il medicinale.

Aspirina e tumori: dubbi e conferme

I dati dimostrano come questo farmaco abbia un effetto positivo sul nostro organismo, non solo nel combattere il tumore allo stomaco, ma anche nel caso di leucemie e tumori ai polmoni.

Nonostante questi risultati, i dubbi sull'utilizzo dell'aspirina come metodo protettivo e preventivo verso queste patologie continuano a dividere la comunità scientifica: secondo un’ampia fetta di professionisti, non sono da sottovalutare gli effetti collaterali del farmaco e va studiata con attenzione la posologia, affinché il prodotto possa essere ritenuto realmente efficace.

Per il momento, quindi, l'utilizzo dell'aspirina è da limitarsi alle consuete modalità prescritte dal medico o su consiglio del vostro farmacista di fiducia. Per sapere, invece, se effettivamente potrà essere impiegato anche come cura preventiva al cancro dovremo aspettare che arrivino conferme più concrete dai ricercatori specializzati.
Cronoterapia, ecco come ottimizzare la resa dei farmaci

Cronoterapia, ecco come ottimizzare la resa dei farmaci

11 Settembre 2018

È possibile che un farmaco renda in modo diverso in base all’ora di somministrazione? La risposta è sì. A dirlo è una recente ricerca condotta dell’Università di Medicina di Berlino che ha evidenziato l’importanza di identificare l’orologio biologico di ogni persona per massimizzare gli effetti curavi dei medicinali.

Nasce così l’idea della “cronoterapia”: individuando il ritmo circadiano interno di ogni soggetto – attraverso un semplice esame del sangue – si avrà la possibilità di somministrare i farmaci nel momento più adatto per massimizzare l’efficacia della cura e contenere i possibili effetti collaterali.

Ritmo circadiano e cronoterapia

L’importanza del ritmo circadiano nella fisiologia e nel metabolismo di ogni individuo è nota ormai da tempo. Elementi come la predisposizione genetica, l’età e il sesso, ma anche il livello di luminosità dell’ambiente e la stagione, influiscono sul bioritmo personale e da oggi, stando ai risultati dello studio tedesco, anche sull’assimilazione dei farmaci.

Grazie a speciali algoritmi messi a punto dal team del professor Kramer, che ha capitanato la ricerca, sono stati individuati 12 geni che consentono di conoscere la finestra migliore per ogni soggetto per la somministrazione dei medicinali, ottimizzando così la terapia.

Personalizzare le cure, quindi, sarà possibile e soprattutto renderà maggiormente efficace ciascun trattamento. Tra qualche tempo dovrebbero essere già disponibili specifici test che consentiranno di individuare l’ora migliore per la somministrazione delle cure.

Nel frattempo, è importante consultare sempre il vostro medico o farmacista di fiducia che saprà indicarvi il momento migliore per assumere i medicinali.
La città è alleata del diabete, colpa dello stile di vita

La città è alleata del diabete, colpa dello stile di vita

08 Settembre 2018

Che lo stile di vita influisca sulla salute del nostro corpo è cosa nota. Ma sapevate anche il luogo in cui viviamo può influire su malattie gravi come il diabete?

Questa patologia, infatti, caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, cresce in modo esponenziale se si vive in città e si ha uno stile di vita sedentario. Se si pensa che, solo in Italia, su 3,2 milioni di persone affette da questa malattia, circa il 52% risiede in centri urbani, non vi sarà difficile capire quanto la città sia impattante negativamente sulla nostra salute.

Diabete e città, un "cattivo" binomio

Il diabete si divide in due tipi. Il tipo 1 si sviluppa nell’infanzia o nell’adolescenza e porta alla distruzione progressiva delle cellule del pancreas che producono l’insulina. Quello di tipo 2, invece, subentra dopo i 30-40 anni e oggi viene chiamato anche diabete urbano, proprio per il suo legame con le abitudini cittadine.

Secondo una ricerca è emerso come, nelle zone in cui i cittadini privilegiano l'auto come mezzo di trasporto, anche i livelli di diabete siano nettamente superiori, rispetto alle zone dove ci si muove in bicicletta o a piedi. In più si è riscontrato come, un basso livello socio culturale, faccia da terreno fertile alla nascita di questa patologia.

Stile di vita regolare, costante attività fisica e alimentazione equilibrata, quindi, possono contribuire in modo determinante a contrastare la formazione della malattia.

In ogni caso, per prevenire il diabete o dopo la diagnosi medica, rivolgetevi sempre al vostro farmacista per curarvi in modo corretto.

Unire ai farmaci una dieta sana: ecco come curare l´asma con maggiore efficacia

Unire ai farmaci una dieta sana: ecco come curare l´asma con maggiore efficacia

06 Settembre 2018

Respiro faticoso e sibilante, senso di oppressione al petto e tosse. Sono questi i sintomi causati dall'asma e che, in alcuni casi, possono diventare un vero e proprio ostacolo alle normali attività quotidiane.

Chi ne soffre sa bene che, durante un attacco asmatico, è fondamentale mantenere la calma per rilassare la muscolatura e favorire la respirazione. In più, oltre alla classica terapia farmacologica, si è scoperto che una dieta equilibrata e una corretta e costante attività fisica possano influire positivamente nella gestione degli effetti causati da questa patologia.

Secondo uno studio pubblicato sull'European Respiratory Journal, infatti, è emerso come l'alimentazione possa migliorare le condizioni di salute dei pazienti asmatici cosi come già riscontrato per i malati di cancro o di patologie croniche.

Alimentazione e movimento generatori di benessere

Una dieta ricca di frutta, verdura, vitamine e cereali integrali, dalle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e la riduzione di proteine animali, sale e zucchero, garantirebbe al nostro organismo una condizione di benessere e salute, riducendo i sintomi legati alla malattia.

Ma non solo. Non dimenticatevi mai che la vita sedentaria è nemica del corpo. Il movimento, oltre a tener a bada il peso corporeo, potenzia la muscolatura e facilita la respirazione, svolgendo una concreta funzione di aiuto alla terapia.

Un regolare esercizio fisico, quindi, non solo protegge il paziente dal peggioramento della malattia ma ne previene la nascita.

In ogni caso, se siete soggetti asmatici, rivolgetevi sempre al vostro medico e farmacista di fiducia che sapranno indicarvi i prodotti migliori per affrontare e superare i sintomi rapidamente.

Il farmaco contro la depressione te lo indicherà il DNA. Al via una ricerca sperimentale

Il farmaco contro la depressione te lo indicherà il DNA. Al via una ricerca sperimentale

04 Settembre 2018

Molto spesso si tende a sottovalutarne i sintomi, altre volte, invece, la si nomina a sproposito. Parliamo della depressione, la "malattia moderna" che solo in Italia colpisce circa 2,8 milioni di persone.

Si manifesta con un'alterazione dell'umore, diminuzione di interesse e piacere per le attività quotidiane, tristezza continua, apprensione, rabbia, apatia, facilità al pianto, autosvalutazione e calo di autostima.

Questi disturbi impattano notevolmente sul benessere fisico tanto che, la riduzione della qualità della vita che ne consegue, è paragonabile a quella arrecata da malattie gravi come la cardiopatia e l’artrite.

Il DNA: un aiuto che viene dal corpo

Oggi sono disponibili più di trenta tipologie di trattamenti farmacologici per la cura della depressione. Molto spesso, però, le misure adottate non portano risposte soddisfacenti perché basate su criteri clinici generici. A tal proposito si sta ipotizzando l'utilizzo di marcatori specifici, che permettano ai medici di prescrivere farmaci mirati ad ogni esigenza.

Grazie ad una ricerca che studia le varianti genetiche, infatti, si potrebbe arrivare all'identificazione dei casi predisposti a sviluppare una resistenza agli antidepressivi e, tenendo in considerazione la singola risposta, si andrebbe ad isolare ogni singolo profilo genetico "resistente" al trattamento farmacologico.

Se confermato, questo studio consentirebbe di sviluppare delle cure personalizzate in base al DNA del paziente, permettendo al farmaco prescritto di svolgere la sua funzione in modo specifico sul soggetto.

In attesa che questa ricerca si concretizzi, rivolgetevi sempre al vostro medico e al farmacista di fiducia per intervenire in modo corretto nella gestione di questa delicatissima patologia.

Integratori in estate: quali prendere e perché

Integratori in estate: quali prendere e perché

01 Settembre 2018

Estate sinonimo di sole, caldo e tanto divertimento...ma quanto si suda!

Attraverso l'attività delle ghiandole sudoripare, il corpo mantiene costante la sua temperatura ed elimina le tossine che, altrimenti, danneggerebbero reni e fegato. Quando però, soprattutto in estate, la sudorazione aumenta, si può incorrere nella perdita di sostanze indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo. Stiamo parlando di vitamine e sali minerali.

Per questo è importante seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura e, se necessario, introdurre degli integratori specifici.

Acqua e sali minerali, amici della salute

La prima regola da non dimenticare mai è di bere tanta acqua! Di norma almeno due litri al giorno. L'acqua, infatti, è ricca di sali minerali e, oltre a mantenere "pulito" il nostro organismo, impedisce la formazione di crampi o di vertigini, l'arrivo di colpi di calore e gli stati di disidratazione.

Bere molti liquidi, però, non è sempre sufficiente. A volte è necessario un aiutino.

Esistono vari tipi di integratori con funzioni diverse. Questi prodotti si dividono in:

  • Integratori di potassio e magnesio, che intervengono nella trasformazione delle sostanze nutrienti presenti nel cibo in energia, nei processi di contrazione muscolare e negli impulsi nervosi;

  • integratori di aminoacidi e vitamine, ideali per recuperare le energie in caso di spossatezza e affaticamento;

  • integratori multi vitaminici, che servono a compensare un’alimentazione carente di frutta e verdura.

Per scegliere il prodotto più adatto alle vostre necessità, è importante consultare il medico e il personale specializzato in farmacia, che sapranno indicarvi le sostanze di cui necessitate, garantendo un reale beneficio alla vostra salute.

Cannabis terapeutica: ecco cosa sapere

Cannabis terapeutica: ecco cosa sapere

30 Agosto 2018

Sono tante le domande che sorgono quando si parla di Cannabis. Come si usa? Farà bene? Ci si può fidare?

Prima di tutto è importante sapere che, il valore terapeutico di questa pianta, è legato alla sua capacità di azione sul nostro cervello.

Il corpo umano, infatti, possiede un sistema endocannabinoide, composto da recettori la cui funzione è quella di regolare lo stato psicologico e il sistema immunitario. Nel caso in cui questi recettori, per varie ragioni, rimangano chiusi, si può intervenire con i cannabinoidi delle piante che, agendo da lubrificanti, regolano i segnali nervosi e ripristinano l’equilibrio alterato dalla malattia.

Utilizzo, benefici ed effetti collaterali

Solitamente, i prodotti a base di cannabis terapeutica si usano per liberare il paziente da dolori cronici, combattere l'epilessia o contrastare gli effetti sul corpo della chemioterapia. In più viene impiegata anche in caso di malattie neurodegenerative.

I prodotti a base di cannabis si dividono in base alla varietà della pianta e alla concentrazione dei suoi due principi attivi: il tetraidrocannabinolo (Thc) e il cannabidiolo (Cbd).

I metodi di utilizzo variano a seconda dell’effetto che si vuole ottenere, della dose contenuta e della velocità di comparsa dei sintomi.

Al momento non sono ancora stati riscontrati effetti collaterali dall'uso terapeutico di questa pianta anche se è sconsigliata in caso di problemi di cuore, perché potrebbe causare tachicardia.

Ricordatevi, evitate il fai da te. Ѐ sempre il medico a dover prescrivere la posologia e la tipologia di assunzione a seconda del disturbo che deve essere curato, per via orale sotto forma di decotto o per via inalatoria tramite un vaporizzatore.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
I cookie sono piccoli file di testo che possono essere utilizzati dai siti web per rendere più efficiente l'esperienza per l'utente.

La legge afferma che possiamo memorizzare i cookie sul tuo dispositivo se sono strettamente necessari per il funzionamento di questo sito. Per tutti gli altri tipi di cookie ci serve il tuo permesso.

Questo sito utilizza diversi tipi di cookie. Alcuni cookie sono posti da servizi di terzi che compaiono sulle nostre pagine.

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.
I cookie per le preferenze consentono a un sito web di ricordare le informazioni che influenzano il modo in cui il sito si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione che ti trovi
I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.
I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.
I cookie non classificati sono i cookie che sono in fase di classificazione, insieme ai fornitori di cookie individuali.