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Prendi tanti farmaci? 4 consigli per organizzare le terapie

Prendi tanti farmaci? 4 consigli per organizzare le terapie

29 Novembre 2017

Secondo una recente indagine, in Italia il 50% degli adulti sopra i 65 anni assume mediamente 6 farmaci al giorno, mentre l’11% ne prende addirittura 10 o più.

Di fronte ad una terapia così articolata, il rischio di sbagliare è elevato.

Ecco qualche consiglio per tenere sempre sotto controllo la somministrazione di farmaci ed evitare di dimenticare di assumere una compressa o, al contrario, di prenderla due volte.

  1. Tieni una lista completa di tutti i farmaci che assumi, compresi i prodotti di erboristeria e gli integratori, e mostrala al tuo medico: alcuni medicinali possono interferire tra loro, riducendo l’efficacia o manifestando effetti collaterali che possono peggiorare altre patologie per cui si è in cura. Una reazione da monitorare attentamente e sotto stretta osservazione medica.
  2. Fai uno schema esatto dei farmaci da prendere, ogni giorno, per tutta la settimana e organizza le pillole in dispenser: in questo modo terrai sempre sotto controllo la sequenza dei medicinali, riducendo il rischio di dimenticanze.
  3. Ogni 6 mesi fissa una visita con il tuo medico di base, per verificare se i farmaci sono ancora tutti utili o se alcuni si possono sospendere. Valutate insieme se lo schema terapeutico può essere semplificato, con qualche accorgimento sullo stile di vita. Una compressa, talvolta, può essere eliminata e sostituita con un regime dietetico, oppure con un po’ di movimento fisico.
  4. Se ti senti confuso o poco lucido, chiedi aiuto ad un familiare per avere un ulteriore controllo sui farmaci presi e da prendere.
Le migliori creme contro la couperose

Le migliori creme contro la couperose

27 Novembre 2017

Se hai la pelle molto secca e sottile e soffri di fragilità capillare, potresti sviluppare la couperose: un arrossamento cronico che colpisce prevalentemente viso, decolleté e collo.

Un disturbo che riguarda soprattutto le donne sopra i 30 anni e che si manifesta con infiammazioni cutanee localizzate – provocate da un maggior afflusso di sangue nei capillari – accompagnate da una sensazione di calore intenso.

Le cause scatenanti sono numerose: dai problemi alla circolazione, alla cute delicata, dal consumo eccessivo di alcool o di alimenti infiammanti fino agli sbalzi di temperatura.

Prodotti cosmeceutici per prevenire e curare la couperose

Il primo passo per chi soffre di couperose è quello di prevenire il rossore.

Sin dalla detersione, utilizzate prodotti cosmetici non aggressivi e privi di alcool, per non irritare la pelle. Dopo l’igiene, applicate creme molto nutrienti, per rafforzare il film lipidico cutaneo e bloccare l’azione degli agenti irritanti esterni.

Per trattare localmente la couperose, invece, scegliete prodotti con formulazioni decongestionanti per favorire il microcircolo e donare immediato sollievo dall’infiammazione e dal rossore.

E per mascherare la couperose in vista di un evento speciale? In commercio esistono creme innovative che provocano lievi vasocostrizioni temporanee: una soluzione utile per tenere sotto controllo il problema per alcune ore, ed evitare il rossore diffuso.

Non dimenticate, infine, di stendere sempre un velo di crema con fattore protettivo dai raggi UV prima di uscire di casa: la couperose peggiora quando la pelle è sottoposta alle radiazioni solari.

Se soffri di couperose e vuoi un consiglio sul prodotto che fa per te, chiedi aiuto al tuo farmacista.

Con il supporto del tuo specialista di fiducia potrai liberarti del fastidioso rossore e vivere senza imbarazzi.

Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

25 Novembre 2017

Sarà l’asilo nido, sarà il calo repentino di temperatura, saranno le difese immunitarie ancora poco sviluppate: qualsiasi sia la causa scatenante, il vostro piccolo da qualche giorno ha le vie respiratorie intasate.

Fatica a respirare, ha il naso gocciolante ed è irritabile, soprattutto di notte e durante le poppate.

Il motivo? Nei primi mesi di vita i neonati respirano quasi esclusivamente dal naso ed un’ostruzione di questo canale può farli sentire soffocati.

Se il vostro bambino ha il raffreddore, quindi, aiutatelo a liberare le vie nasali con lavaggi specifici: un toccasana soprattutto per i neonati che non sanno ancora soffiare il naso.

Come fare? Ecco qualche indicazione.

Lavaggi nasali per neonati: cosa occorre e come si fanno

Eseguire in casa i lavaggi nasali è facilissimo.

Tutto quello che vi serve è un liquido neutro, delicato e purificante, come la soluzione fisiologica, l’acqua di mare sterilizzata o un’acqua termale.

Comode da acquistare in farmacia, queste soluzioni sono disponibili in diversi formati, dai più voluminosi – utilizzabili con l’aiuto di siringhe senza ago - alle fialette monodose per un utilizzo usa e getta.

Portate la soluzione liquida ad una temperatura ambiente, avendo cura che non sia calda, e poi spruzzate il liquido all’interno di una cavità nasale del neonato.

Esercitate una discreta pressione al liquido, così che entri velocemente e sia più energico nel rimuovere il muco che ostruisce le vie aeree.

Grazie ai lavaggi potrete eliminare il muco, il catarro e le piccole croste dal naso oltre che ripulire le cavità interne da fattori irritanti, come batteri o allergeni.

Bastano pochi secondi per liberare il naso del neonato e per aiutarlo a respirare meglio!

Prendi la pillola anticoncezionale? Fai attenzione a tavola

Prendi la pillola anticoncezionale? Fai attenzione a tavola

23 Novembre 2017

Se prendi la pillola anticoncezionale, probabilmente sai che nessun metodo contraccettivo, pillola inclusa, è efficace al 100%. Il motivo? Spesso i medicinali non vengono assunti correttamente: nel caso della pillola, dimenticarne due all’interno di un blister o non iniziare una confezione in modo corretto può comprometterne il risultato.

Quello che, però, forse non sai è che l’azione della pillola potrebbe essere influenzata e frenata anche da ciò che mangi: alcuni alimenti, infatti, interferiscono con questo medicinale, riducendone l’efficacia o amplificandone gli effetti collaterali.

Ecco quali elementi evitare – o consumare con moderazione – se prendi la pillola anticoncezionale.

  1. Carbone attivo

Se usi il carbone attivo per trattare disturbi come l’aerofagia, lo stomaco gonfio o i problemi digestivi, sappi che la sua spiccata proprietà assorbente può rivelarsi un problema per chi assume la pillola anticoncezionale. Ingerito in concomitanza dell’assunzione della pillola, infatti, il carbone attivo può assorbirne anche i principi attivi e, quindi, ridurne l’efficacia.

  1. Tisane detox

Alcune delle tisane che promettono di far perdere peso velocemente, svolgono sull’organismo un intenso effetto drenante e lassativo. Attenzione però: se assumi dei contraccettivi ormonali, questi potrebbero essere espulsi troppo in fretta e, quindi, potrebbero non rimanere nel corpo abbastanza a lungo per essere assimilati come dovrebbero. Tradotto? L’effetto contraccettivo potrebbe essere a rischio.

  1. Pompelmo
Il pompelmo è un agrume che può intervenire nel metabolismo degli estrogeni e aumentarne la concentrazione nel sangue. Per questo motivo, un consumo elevato di questo agrume può intensificare alcuni effetti collaterali dati dalla pillola, come il seno sensibile e dolorante ed i coaguli di sangue.
Riconoscere e curare la bronchite: sintomi e terapie

Riconoscere e curare la bronchite: sintomi e terapie

22 Dicembre 2016

Spesso si confonde la bronchite, infiammazione dei bronchi, con una semplice influenza o altri mali di stagione, e si rischia di curarla nel modo sbagliato. Riconoscere la bronchite e seguire una terapia corretta è invece molto importante per evitare che si trasformi in una brutta polmonite.

La bronchite presenta due sintomi specifici: tosse insistente e catarro, che possono accompagnarsi a febbre e senso di oppressione al torace.

Se non vi sono complicanze, l’episodio di bronchite acuta si risolve spontaneamente in pochi giorni, mentre in caso di febbre e catarro purulento, va trattata con antibiotici per evitare eventuali infezioni batteriche.

Il medico può inoltre prescrivere di broncodilatatori per i broncospasmi e antinfiammatori come i Fans o il cortisone per via inalatoria, per ridurre l’infiammazione dei bronchi.

La bronchite può essere di origine batterica o virale: la forma batterica causa una febbricola fra i 37,5 e i 38 gradi, tosse secca e catarro, mentre la forma virale si presenta generalmente con febbre più alta e tosse più secca, con comparsa del catarro solo in un secondo momento. Spesso viene prescritto l’antibiotico anche nel caso della bronchite virale, come copertura.

La bronchite cronica è invece una forma clinica che non guarisce nell’arco di pochi giorni, ma tende a durare nel tempo, anche per settimane, e si ripropone per almeno due mesi all’anno, in un periodo di tre anni consecutivi.

Si pensa che la causa principale della bronchite cronica sia il fumo, ma concorrono anche l’esposizione a sostanze irritanti e il reflusso gastroesofageo.

Ibisco: come tingere di rosso i capelli

Ibisco: come tingere di rosso i capelli

21 Dicembre 2016

L'ibisco è estremamente benefico per la pelle del viso, in quanto il suo altissimo contenuto di vitamina C gli conferisce proprietà antiossidanti e astringenti. La maschera all'ibisco è molto utile anche in caso di pelli acneiche per i suoi poteri dermopurificanti, lenitivi e cicatrizzanti.

Se applicata sui capelli, la polvere di ibisco ha benefici davvero notevoli : stimola la crescita, previene la caduta, è coadiuvante nel trattamento della calvizie, volumizzante, lucidante, rinforzante, condizionante, ammorbidente, antiforfora.

Quanto al colore rilasciato, sui capelli l'ibisco dona dei riflessi che vanno dal rosa freddo al rosso prugna, a seconda della nostra colorazione di base. A fronte delle notevoli proprietà benefiche, il suo potere tintorio in verità è piuttosto blando, sia perché l'ibisco tende a riflessare piuttosto che a tingere, sia perchè scarica dopo alcuni lavaggi.

Fonte: Greenme

Morbo di Parkinson, sintomi e segnali per riconoscere la malattia

Morbo di Parkinson, sintomi e segnali per riconoscere la malattia

19 Dicembre 2016

La malattia di Parkinson è una patologia degenerativa che coinvolge le aree del cervello deputate principalmente al controllo del movimento e all’equilibrio.

Il Parkinson ha un’evoluzione lenta e progressiva ed è difficile riconoscerlo nella sua fase inziale, perché spesso i sintomi si manifestano in modo subdolo e incostante.

In fase d’esordio, il primo sintomo della malattia di Parkinson è generalmente la rigidità agli arti, al collo o al tronco, riscontrabile anche dalla limitata oscillazione delle braccia quando si cammina, insieme ad una certa lentezza dei movimenti.

La maggior parte delle persone affette da morbo di Parkinson presenta il tremore a riposo, che può riguardare una mano, ma anche i piedi o la mandibola. Molti pazienti riferiscono inoltre di provare una sensazione di tremore interno, non percepibile da chi li osserva.

Superata la fase di esordio, generalmente la lentezza dei movimenti, chiamata in gergo tecnico bradicinesia, si accentua e può diventare veramente fastidiosa per il malato di Parkinson, che non riesce più a compiere agevolmente neanche i più piccoli gesti quotidiani come lavarsi, vestirsi, alzarsi, sedersi e camminare.

Sintomi correlati alla bradicinesia sono inoltre il rimpicciolimento della grafia, l’aumento della quantità di saliva e la ridotta espressione facciale.

In fase avanzata, il malato di Parkinson può presentare come sintomi disturbi dell’equilibrio, pericolosi perché accrescono il rischio di cadute, e difficoltà a deglutire.

Oltre a quelliprincipali, nel corso della malattia si possono manifestare altri sintomi motori come la postura curva, mutazioni nel tono di voce e difficoltà a parlare, ma anche sintomi non motori come stipsi o disturbi urinari, disfunzioni sessuali, pressione arteriosa bassa, disturbi dell’olfatto e del sonno.

Da non dimenticare la possibile presenza di disturbi dell’umore come depressione o ansia, apatia, disturbi comportamentali ossessivi compulsivi e, in rari casi, sintomi psicotici come allucinazioni e deliri.

Diabete gestazionale, più probabile se il concepimento è d’inverno

Diabete gestazionale, più probabile se il concepimento è d’inverno

18 Dicembre 2016

Il diabete gestazionale è un disturbo che può colpire le donne in gravidanza, soprattutto dalla fine del secondo trimestre in poi. Generalmente è asintomatico, ma si può rilevare grazie ad un semplice esame del sangue che si esegue tra la 24° e la 28° settimana, chiamato minicurva di carico.

Le cause principali del diabete gestazionale sono sedentarietà e sovrappeso, ma uno studio australiano condotto su oltre 60.000 nascite avvenute fra il 2007 e il 2011, ha appurato che anche il periodo del concepimento può influire in modo negativo sul rischio.

Le donne che concepiscono un bambino in inverno hanno una probabilità di incorrere nel diabete gestazionale del 6,6%, mentre il dato scende al 5,4% per il concepimento in estate.

Dai risultati dello studio è emerso inoltre che dal 2007 al 2011 si è verificato un aumento di incidenza, che è passata dal 4,9% al 7,2%. Attualmente in Italia l'incidenza del diabete gestazionale è del 10-12%.

Questo dato è probabilmente legato a doppio filo all’aumento di sovrappeso e obesità nel mondo, mentre il dato che riguarda il maggior rischio di diabete gestazionale quando il concepimento avviene in inverno potrebbe spiegarsi con il fatto che durante questa stagione in genere il nostro stile di vita tende di più alla sedentarietà e ad una certa sregolatezza alimentare.

Alimentazione, serve più magnesio: protegge da malattie cardiache, ictus e diabete

Alimentazione, serve più magnesio: protegge da malattie cardiache, ictus e diabete

17 Dicembre 2016

Una dieta ricca di magnesio apporta importanti benefici all’organismo umano e riduce il rischio di malattie coronariche, ictus e diabete di tipo 2.

Questo minerale, coinvolto in diverse reazioni cellulari come la costruzione del DNA e la produzione di energia, si trova principalmente nella frutta secca (mandorle, nocciole e noci), nei semi di zucca, negli spinaci e altre verdure a foglia verde, nei piselli e nei carciofi, ma anche in fichi, datteri, carne e pesce.

Secondo una ricerca della Zhejiang University e della Zhengzhou University, che ha reso omogenei i risultati di 40 precedenti studi sugli effetti del magnesio, coloro che assumevano una maggiore quantità di magnesio tramite dieta, presentavano un rischio del 10% più basso di sviluppare malattie delle coronarie, del 12% più basso per il rischio di ictus e del 26% più basso per il rischio di diabete di tipo 2.

Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Bmi Medicine, si legge anche che per ogni 100 mg di magnesio in più al giorno, potrebbe aumentare la protezione di 7 punti percentuali per l’ictus e del 19% per il diabete.

Stando alle linee guida per la salute, le dosi di magnesio raccomandate sono di 300 mg al giorno per gli uomini e di 270 mg per le donne, ma spesso queste quantità non vengono rispettate. Anche per questo gli autori dello studio ritengono importanti i risultati raggiunti: per informare i responsabili delle linee guida dietetiche dei benefici del magnesio in modo che non si corrano rischi inutili a causa della carenza del minerale.

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