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Infarto, riparare i danni al cuore con i farmaci Omega-3

Infarto, riparare i danni al cuore con i farmaci Omega-3

16 Dicembre 2016

Avere un infarto causa al cuore gravi danni, che possono alterare le funzionalità e la struttura stessa del muscolo cardiaco. Con l’assunzione di farmaci Omega 3, che contengono alte dosi degli acidi grassi essenziali dell’olio di pesce, si può intervenire sul rimodellamento del cuore infartuato, riparando i danni e aiutando il paziente a riprendersi in sicurezza.

E’ uno studio italiano a dare prova dell’efficienza dei farmaci Omega 3, uno studio coordinato da Massimo Massetti, direttore dell'Uoc di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma e titolare della Cattedra di Cardiochirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il test è stato effettuato su pazienti che avevano subito un infarto miocardico acuto (IMA) e ha dimostrato che intervenendo tempestivamente nella fase iniziale dopo l’occlusione coronarica, con il giusto apporto di acidi grassi Omega-3 si possono ridurre i danni e le alterazioni morfologiche subite dal cuore, come le cicatrici fibrose dovute alla necrosi del tessuto e le variazioni di forma e dimensione del ventricolo sinistro.

E’ questo ciò che si intende con la definizione di rimodellamento del muscolo cardiaco, in assenza del quale si rischia il peggioramento delle funzionalità del cuore, a causa di una progressiva dilatazione del ventricolo e della conseguente difficoltà di contrazione.

L’importanza degli acidi grassi Omega 3 nella prevenzione cardiovascolare è stata evidenziata da numerosi studi, l’ultimo dei quali, coordinato dal direttore della Risonanza Magnetica Cardiaca del Brigham and Women’s Hospital di Boston, Raymond Kwong, ha dimostrato che assumendo Omega 3 per sei mesi dopo l’infarto, si riduce la formazione di cicatrici sul tessuto muscolare rimasto sano.

Da oggi bando al pessimismo: aumenta il rischio di infarto

Da oggi bando al pessimismo: aumenta il rischio di infarto

15 Dicembre 2016

Essere pessimisti fa male al cuore. Secondo uno studio finlandese, infatti, il pessimismo raddoppia il rischio di morire per malattia delle coronarie.

Lo studio, effettuato presso l’ospedale centrale Paeijaet-Haeme e pubblicato sulla rivista BMC Public Health, ha coinvolto 2.267 persone, uomini e donne finlandesi di età compresa tra i 52 e i 76 anni.

In fase di avvio, tutti i volontari sono stati sottoposti ad un questionario per valutare se la loro indole fosse di natura ottimista o pessimista. Successivamente, il loro stato di salute è stato monitorato per alcuni anni, tenendo conto di tutti i fattori che possono notoriamente comportare il decesso per cause cardiovascolari.

Dai risultati è emerso che le persone più pessimiste correvano un rischio di morte per infarto di 2,2 volte maggiore rispetto agli ottimisti.

“I livelli di pessimismo possono essere misurati facilmente”, ha spiegato l’autore dello studio, Mikko Pänkäläinen, “e il pessimismo potrebbe essere uno strumento molto utile insieme ad altri fattori di rischio noti, come il diabete, l’ipertensione o il fumo, per determinare il rischio di mortalità per malattie coronariche”.

Se questo studio segnala gli effetti deleteri dell’indole pessimista, un'altra ricerca, effettuata dagli scienziati dell'Università dell'Illinois, ha appurato invece l’effetto positivo dell’ottimismo sulla salute cardiovascolare.

Secondo gli esperti, infatti, le persone ottimiste hanno dal 50 al 76% di probabilità in più di avere un cuore in salute.

Igiene orale, dieci ottime regole per un sorriso a prova di dentista

Igiene orale, dieci ottime regole per un sorriso a prova di dentista

13 Dicembre 2016

Una corretta igiene dentale è indispensabile per mantenere un sorriso sano e luminoso, avere un alito fresco e prevenire la formazione della placca batterica, evitando così i fastidiosi disturbi del cavo orale, come gengivite, parodontite e carie.

Ecco allora un decalogo che ci aiuterà a preservare la salute della bocca e a sfoggiare il nostro sorriso con maggior sicurezza:

  1. Usare uno spazzolino da denti di durezza media, con setole artificiali multilivello, cioè non tutte della stessa lunghezza, ma sfalsate, in modo da riuscire ad arrivare ovunque, e con un manico anatomico, per una maggiore facilità di movimento.
  2. Scegliere dentifricio e collutorio in base alle proprie esigenze: esistono infatti prodotti antisettici, anti-placca, anti-tartaro, sbiancanti, desensibilizzanti per chi ha denti e gengive sensibili, e così via. Particolarmente importante è, in ogni caso, la presenza del fluoro.
  3. Spazzolare i denti per almeno due minuti.
  4. Cambiare lo spazzolino da denti ogni due mesi.
  5. Spazzolare anche la lingua per eliminare i batteri e mantenere un alito fresco.
  6. Completare la pulizia passando il filo interdentale o con l’apposito scovolino, possibilmente in silicone, uno strumento più semplice da utilizzare rispetto al filo interdentale e in grado di ripulire gli spazi interdentali senza danneggiare le gengive.
  7. Evitare fumo e bevande alcoliche.
  8. Limitare i cibi zuccherati e neutralizzare gli effetti degli alimenti acidi, come il limone e i pomodori, che provocano l’erosione dentale, bevendo un bicchiere d’acqua subito dopo averli ingeriti.
  9. Lavarsi i denti con un dentifricio al fluoro subito dopo essere stati in piscina, in quanto il cloro può avere un’acidità tale da provocare le erosioni dentali; anche alcuni integratori assunti da chi va in palestra tendono ad abbassare il Ph della bocca.
  10. Farsi visitare dal dentista almeno un paio di volte l’anno.
Dolori muscolari? Dopo la palestra due grammi di zenzero

Dolori muscolari? Dopo la palestra due grammi di zenzero

12 Dicembre 2016

Le virtù dello zenzero sono note da tempo: è un ottimo antinfiammatorio, allevia la nausea e il dolore per i crampi addominali, favorisce la digestione ed è utile per prevenire il raffreddore. Ma non solo.

Recentemente i ricercatori della Georgia State University hanno scoperto che lo zenzero ha un’altra importante proprietà: è in grado di ridurre irrigidimento e dolore muscolare.

L’esperimento ha coinvolto 74 volontari, che sono stati sottoposti a diverse attività fisiche particolarmente faticose. Ad alcuni è stata somministrata un’integrazione a base di zenzero, mentre ad altri è stato dato un placebo.

Con 2 grammi di zenzero al giorno, crudo o cotto, il dolore muscolare si è ridotto del 24%.

Il responsabile del Dipartimento di Kinesiologia della Georgia State University ha quindi affermato che “il consumo quotidiano della radice comporta una riduzione dei dolori acuti dopo attività che possono provocare traumi muscolari”.

I ricercatori si concentreranno ora sulle proprietà antidolorifiche dello zenzero per verificare se oltre a dar sollievo a livello muscolare, possa essere utilizzato come analgesico e antinfiammatorio per l’intero organismo.

Intolleranza al lattosio, colpite 8 persone su 10: ecco quali sono i sintomi

Intolleranza al lattosio, colpite 8 persone su 10: ecco quali sono i sintomi

11 Dicembre 2016

L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa nel mondo, dovuta essenzialmente alla difficoltà di digerire il latte e i prodotti caseari, contenenti lattosio.

Il lattosio è uno zucchero complesso, che prima di essere utilizzato dall’organismo deve essere scisso in due zuccheri semplici, il glucosio e il galattosio, mediante l’azione di un enzima chiamato lattasi.

In caso di carenza o assenza di questo enzima, il lattosio non viene digerito e resta nell’intestino, dove subisce la fermentazione e produce gas e acidi grassi.

Ciò provoca generalmente dolore o gonfiore addominale, crampi, meteorismo, ma si possono anche manifestare diarrea, mal di testa e una frequente irritabilità immotivata.

I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono spesso sottovalutati e chi ne soffre senza saperlo, è costretto a convivere con questi disturbi che potrebbe facilmente eliminare, semplicemente evitando il consumo di latte, formaggi e latticini contenenti lattosio.

In genere, l’intolleranza al lattosio si sviluppa dopo i 6 anni e può essere di origine ereditaria.

Serena Missori, presidente dell'Accademia Italiana di Nutrizione e Medicina Antiaging (Ainma), commentando i risultati di uno studio effettuato su 500 volontari di età compresa fra 20 e 55 anni, afferma che ben 8 persone su 10 si sono rivelate affette da intolleranza al lattosio.

I sintomi erano stati sottovalutati dai pazienti o non riconosciuti come indicativi dell’intolleranza.

Eppure la diagnosi, spiega la dottoressa Missori, è molto semplice e non dolorosa e si fa con il test del DNA utilizzando un tampone buccale durante la visita specialistica. Per risolvere i problemi legati all’intolleranza al lattosio, basta eliminare dalla dieta i prodotti contenenti lattosio, ricordando che esistono in commercio latte e prodotti caseari privi di questo zucchero.

Osteoporosi: come prevenirla e quali esami eseguire

Osteoporosi: come prevenirla e quali esami eseguire

10 Dicembre 2016

L’osteoporosi è una patologia metabolica che si caratterizza per il deterioramento del tessuto osseo e di conseguenza, aumenta notevolmente il rischio di fratture.

L'aumento dell'età e i fattori genetici, nonché lo scarso apporto di vitamina D e calcio, associato all’uso di farmaci come il cortisone,il sovrappeso, la sedentarietà, il fumo e gli equilibri endocrini, sono i fattori di rischio maggiormente riscontrabili. Purtroppo la diagnosi viene fatta tardivamente, di solito dopo che ci si è rotti un osso. Negli anziani è frequente la frattura del femore infatti.

Per prevenire l'osteoporosi bisognerebbe seguire alcune indicazioni come: integrare nella propria dieta alimenti ricchi di calcio e vitamina D, soprattutto partendo già dall'infanzia. Per fare questo, non bisogna dimenticare di inserire nelle nostre ricette il sesamo, il cavolo nero e i broccoli, frutta secca.

Trovare un po' di tempo per l'attività fisica: ancora in pochi sanno che lo sport aiuta non solo a rafforzare i muscoli ma ne è una diretta conseguenza anche l'irrobustirsi delle ossa.

Ovviamente si dovrebbero evitare fumo, alcool e droghe, non solo per prevenire l'osteoporosi ma per il benessere fisico e psichico in generale.

Dopo la menopausa per le donne e dopo i 50 anni per gli uomini, è importante eseguire accertamenti diagnostici mirati come la densitometria (MOC) e la radiografia della colonna vertebrale. Questi sono utili per controllare l’evolversi della patologia e dimezza i tempi per intervenire in caso di peggioramento.

Sciroppo per bambini, il 43% dei genitori sbaglia: come evitare gli errori di dosaggio

Sciroppo per bambini, il 43% dei genitori sbaglia: come evitare gli errori di dosaggio

09 Dicembre 2016

Leggere e rileggere il foglietto illustrativo dei farmaci liquidi per bambini spesso non basta: a volte le indicazioni sono poco chiare, a volte il dosaggio è espresso in unità di misura differenti, cucchiaini, siringhe, milligrammi per millilitri, o millilitri per chilogrammo oppure per età. Un genitore poco esperto può fare confusione.

Un recente studio ha dimostrato infatti che sono tanti i genitori che commettono errori nel dosare i farmaci per i propri figli, più di quanti immaginiamo. Solitamente si sbaglia per eccesso, ma può capitare anche di dare meno sciroppo del necessario.

Il test ha rivelato che su 2.100 genitori coinvolti, ben il 43% ha sbagliato a dosare il farmaco liquido con il misurino, mentre con la siringa orale l’errore si è verificato nel 16% dei casi.

Le conseguenze possono essere anche gravi: una dose eccessiva potrebbe comportare seri problemi di salute per il bambino, mentre una dose inferiore al dovuto riduce l’efficacia del farmaco.

Per evitare gli errori di dosaggio, è consigliabile:

  • Chiedere sempre al pediatra di calcolare la dose del farmaco in base al peso del bambino;
  • Preferire la siringa orale al misurino;
  • Segnare con un pennarello il punto esatto da raggiungere con il medicinale;
  • Evitare di usare cucchiaini da cucina per dosare i farmaci.
Bere troppa acqua fa male?

Bere troppa acqua fa male?

08 Dicembre 2016

Nel 2016 il caso di una donna inglese di 59 anni ricoverata in ospedale per intossicazione da acqua è entrato nella letteratura medica dando spunto ad una seria riflessione da parte dei medici su quanta acqua sia ragionevolmente sicuro bere e quando invece diventa troppa per la salute.

Nel caso in questione, alla donna, affetta da un’infezione delle vie urinarie, era stato consigliato dal medico di “bere molta acqua”, indicazione che lei aveva seguito un po’ troppo alacremente, arrivando a ingerirne oltre mezza pinta (0,2 litri) ogni 30 minuti.

Ricoverata all’ospedale King’s College di Londra con livelli di sodio bassissimi nel sangue e tutti i sintomi da intossicazione da acqua, la paziente ha continuato a peggiorare, accusando vomito, tremore, confusione mentale e difficoltà a parlare.

I casi di intossicazione acuta da acqua, che riguardano generalmente gli sportivi che praticano sport di resistenza, come i maratoneti e i ciclisti, e chi fa uso di alcuni tipi di droghe che provocano una sensazione di sete eccessiva, hanno una mortalità del 30%.

In realtà non esiste una quantità d’acqua precisa da dover ingerire per mantenersi in salute, perché questa varia a seconda dello stato di salute, dall’attività fisica svolta e dal luogo in cui ci si trova, ma è importante sapere che bere molti liquidi serve a contrastare la disidratazione e a disintossicare l’organismo.

I benefici che l’acqua apporta al nostro corpo sono tanti e diversi e bisogna solo ricordarsi di non eccedere superando le quantità raccomandate, che variano solitamente da 1 a 2 litri e mezzo d'acqua al giorno, compresa quella contenuta negli alimenti.

Come controllare glicemia e insulina con la dieta molecolare

Come controllare glicemia e insulina con la dieta molecolare

07 Dicembre 2016

Il principio fondamentale della dieta molecolare risiede nella conoscenza delle molecole che compongono il cibo, per un’alimentazione consapevole che punti al controllo della glicemia, dell’insulina e della salute del fegato.

Secondo l’ideatore della dieta molecolare, il professor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell'Alimentazione, docente universitario e autore del libro "Conosci il tuo corpo, scegli il tuo cibo", per dimagrire non occorre contare le calorie, ma sapere esattamente cosa si mangia.

Il consiglio del professor Rossi per tenere sotto controllo la glicemia è quello di invertire l’ordine delle portate, iniziando dalle verdure.

“Ogni volta che mangiamo”, spiega il professore, “la composizione del sangue cambia. Se mangiamo correttamente avremo glicemia post pasto bassa, che significa basso livello di insulina, ormone colpevole dell'accumulo di grasso e della continua sensazione di fame”.

L’alimentazione consapevole prevede cinque pasti al giorno: una colazione proteica con poco pane insieme a prosciutto o formaggio fresco, una pausa a metà mattina e a metà pomeriggio con un frutto di stagione o una centrifuga, pranzo e cena.

Nella dieta molecolare, a pranzo e a cena si dovrebbe cominciare sempre con verdure fresche finemente tritate, evitando la pasta e proseguendo con le proteine (carne, pesce, uova, formaggi o legumi) associate ad un po’ di pane. A concludere il pasto una zuppa leggera, un minestrone o una vellutata di verdure, possibilmente con sostanze ricche di carotene.

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